Shahmansouri Tappeti Persiani
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Tappeti Persiani

Tappeti Shahmansouri vicino al Duomo di Verona
Shahmansouri nel centro storico di Verona, vicino al Duomo.
Ingresso Shahmansouri vicino al Duomo di Verona
L'ingresso Shahmansouri nel centro storico di Verona.

Nel nostro negozio di tappeti a Verona presentiamo una selezione di tappeti persiani e orientali scelta con cura, insieme a consigli, manutenzione e restauro per accompagnare ogni acquisto nel tempo.

Ogni tappeto costituisce un manufatto unico

Ogni tappeto costituisce un manufatto artigianale unico ed irripetibile le cui caratteristiche differiscono dagli schemi culturali e dalle risorse naturali disponibili.

La lucida, sottile e soffice lana e' la materia base per la tessitura dei tappeti. In Persia e nel Turkestan vive un curioso tipo di pecora dalla coda adiposa. Quando i pascoli sono abbondanti l'animale concentra tutto il grasso nella coda formando una specie di fiocco, raggiungendo talvolta il peso di venti chili. Questa pecora e' dotata di una lana finissima e molto resistente. Nel territorio del Kirman, in Persia, capre bianchissime danno una lana lucida e molto resistente.

Per alcuni tappeti di particolare finezza si usa lana di agnello che rende assai morbida la superficie; anche la lana di cammello viene adoperata da sola o mescolata con lana di pecora, talvolta con i suoi colori naturali.

Mehdi Shahmansouri con tappeti a Verona
Mehdi Shahmansouri con tappeti nel centro storico di Verona.
Dettaglio di tappeto persiano nel negozio Shahmansouri
Dettaglio di tappeto persiano nel negozio Shahmansouri.

La seta fu adoperata unicamente per i tappeti ad uso della corte persiana; con la trama e l'ordito pure in seta si raggiunge il massimo della finezza e della sontuosita'. Fra questi preziosi tappeti esiste un'altra specie dalla superficie in lana e la trama e l'ordito in seta: l'accoppiamento dei due materiali rende possibile un'annodatura piu' fitta.

Presso le popolazioni nomadi, che eseguono tutt'ora il vecchio metodo, la tosatura della pecora si fa generalmente a primavera avanzata. La bestia prima della tosatura e' sottoposta a un lavaggio sulle rive dei fiumi. Dopo la tosatura la lana viene lavata una seconda volta nel fiume o in grandi recipienti, viene calpestata con i piedi e poi stesa ad asciugare all'aria. Quindi si procede alla fase della filatura, effettuata ancora con i metodi tradizionali, e poi alla tintura.

Terminologia persiana usata nel campo dei tappeti

Poshti/Padari - formato 0,90 x 0,60 ca.
Zarocharak - formato 1,20 x 0,80 ca.
Kharak - formato 2,00 x 0,80 ca.
Zaronim - formato 1,50 x 1,00 ca.
Ghalliceh/Sajadeh - 2,00 x 1,40 ca.
Pardeh - 2,70 x 1,70 ca.
Chahargush - quadrato
Kenareh - corsia

Telaio

Esistono due tipi di telai. Il telaio orizzontale, usato dalle tribu' nomadiche, e' facilmente trasportabile poiche' costituito da due tronchi di legno poggiati orizzontalmente al terreno. Il telaio verticale fisso e' invece costituito da un'impalcatura verticale e viene usato in prevalenza dalla popolazione residente.

Filati

Fin dall'antichita' le materie prime impiegate nell'esecuzione del tappeto persiano sono esclusivamente naturali: di origine animale, lana di pecora e capra, e di origine vegetale come il cotone. Quest'ultimo, essendo un materiale robusto e indeformabile, e' adatto per costituire l'armatura del tappeto cioe' la trama e l'ordito.

La seta e' il filato piu' prezioso e sofisticato in assoluto: lucente e sottile esalta i contorni dei motivi ornamentali nei manufatti misto seta. Nei pezzi piu' preziosi il filo di seta va a costituire la totalita' del tappeto creando manufatti unici per raffinatezza di annodatura, dettagli decorativi e armonia cromatica.

L'annodatura

Esistono principalmente due tecniche di annodatura: il Torkibaft o nodo Ghiordes (nodo turco) simmetrico e il Farsibaft o nodo Senneh (nodo persiano) asimmetrico. Esiste inoltre il nodo Jofti (doppio), detto anche "truffaldino", in quanto usato per sveltire il lavoro nei manufatti di qualita' piu' commerciale.

Questo nodo viene eseguito avvolgendo un filo di trama intorno a quattro fili di ordito anziche' intorno a due soltanto, come avviene nei nodi normali.

I disegni

Il disegno puo' essere spontaneo o derivare da cartone. Il disegno spontaneo viene inventato e realizzato dallo stesso annodatore seguendo la memoria storica della propria etnia. Si esprime al meglio in manufatti di origine nomadica tipo Gabbeh, Qashqai e Lori, dove viene lasciata spaziare la liberta' espressiva dell'annodatore.

I manufatti piu' precisi vengono invece eseguiti copiando un cartone, cioe' un disegno realizzato su carta millimetrata, dove colori, decori e numero di nodi sono predefiniti. In alcuni casi viene eseguita anche una prova o campione detto Vaghireh, che costituisce un quarto del tappeto e serve per verificare l'armonia dello schema compositivo e degli abbinamenti cromatici.

I disegni impiegati sono di diversa tipologia: floreali, geometrici, a rosone centrale, giardino, albero della vita, preghiera a campo libero, botteh, golfrang, herati, figurati e caccia.

Manutenzione

Restauro e lavaggio tappeti a Verona
Lavaggio, manutenzione e ripristino del vello.
Dettaglio di restauro tappeti a Verona
Dettaglio di un intervento di restauro sul tappeto.

L'uso del tappeto nel contesto della quotidianita' puo' provocare dei danni dovuti ad una scorretta manutenzione. E' buona norma proteggere il proprio tappeto da polvere, tarme e umidita'. Un lavaggio di qualita' e adeguato alla tipologia del manufatto e' basilare per una buona manutenzione.

Le fasi fondamentali nella pulizia del tappeto sono la battitura specializzata che permette di eliminare completamente la polvere annidata alla base dei nodi, il lavaggio ad acqua e sapone neutro e il ripristino del vello. E' sconsigliabile il lavaggio casalingo, che puo' compromettere lo stato ottimale del tappeto se non danneggiarlo gravemente.

Per conservare al meglio e piu' a lungo il vostro tappeto

Andate in un museo a contemplare un tappeto persiano antico. Anche il vostro tappeto puo' invecchiare altrettanto. Qual e' il segreto? Piu' semplice di quanto potete immaginare: il tappeto nasce per essere usato e calpestato; lo distruggono tarme, umidita' intensa e permanente e soprattutto manutenzione scorretta.

Attenzione: tappeti in seta e antichi devono essere affidati agli esperti per il lavaggio.

  • Evitate l'uso della "violenza": sbattere, picchiare o appendere il tappeto alle ringhiere provoca lo stiramento delle fibre strutturali dell'armatura, delle frange e dei bordi.
  • Controllate lo stato di frange e bordi: il loro logorio eccessivo puo' rendere necessario un costoso intervento di restauro.
  • Calpestare il tappeto al rovescio sul pavimento e' un metodo di pulizia meno traumatico e permette alla sabbia depositatasi alla base dei nodi di staccarsi.
  • L'uso regolare ma non esagerato del battitappeto non e' dannoso; passare con un panno umido con acqua e aceto nel senso del vello rinfresca il tappeto e ridona lucentezza alla superficie.
  • Per macchie di grave entita' e' meglio intervenire tempestivamente eliminando o assorbendo il liquido e poi affidare il manufatto ad una ditta specializzata in lavaggi.
  • Negli ultimi anni il riacutizzarsi del fenomeno delle tarme mette piu' che mai in pericolo i preziosi manufatti, soprattutto quelli riposti per lungo periodo.
  • In caso di inutilizzo, dopo un'accurata pulizia e meglio ancora dopo il lavaggio, cospargete un buon prodotto antitarmico, arrotolate nel senso del vello e riponete il tappeto in un luogo asciutto, fresco e arieggiato.